Monday, July 15, 2013

Vivere tra due culture / Vivre entre deux cultures


Sapete che non so bene in che lingua penso ? E ancora di meno in che lingua sogno? E’ buffo vivere a cavallo fra due culture. Mi sono sentita totalmente francese per molto tempo. Ma le abitudini, i pensieri, il carattere sono modellati dal luoghi in cui si vive e dalle persone che si frequentano. Si cambia lentamente, senza accorgersene. 

Mi chiedono spesso quale paese amo di più, chi cucina meglio, chi si veste con più gusto, ma non credo che mettere due paesi in competizione abbia un senso. Paragonereste i vostri amici in quel modo? Chi ha due culture ha una storia in due paesi, ha due lingue per pensare, e ovviamente ha due cucine per mangiare meglio, he he. 

Savez-vous que je ne sais pas très bien en quelle langue je pense ? Et encore moins en quelle langue je rêve ? C’est drôle de vivre à cheval sur deux cultures. Je me suis sentie totalement Française pendant longtemps. Mais les habitudes, les pensées, le caractère sont façonnés peu à peu par les lieux dans lesquels on vit et par les gens que l’on côtoie. On change lentement, sans s’en rendre compte. 

On me demande souvent quel pays j’aime le plus, qui cuisine le mieux, qui s’habille le mieux, mais je ne crois pas que mettre deux pays en compétition ait un sens. Mettriez-vous en compétition vos amis ? Quand on a deux cultures, on a aussi une histoire dans deux pays, on a deux langues pour penser, et bien entendu deux cuisines pour mieux manger, hé hé. 




Vi racconto questo perché sabato, a Milano per una trasmissione tv francese sullo stile italiano, la capa redattrice mi ha fatto notare che dicevo “noi” per parlare delle Italiane, mentre guardavo lo stile italiano dal punto di vista di una francese. Oh la la è complicato! 
 
Foto fatte a Milano nel parco Sempione dove abbiamo girato la trasmissione. Come al solito, ognuno dei capi che indosso ha una piccola storia: prima di arrivare a casa mia, questa camicetta Nadinoo con uccellini apparteneva alla mia amica Geneviève, illustratrice Quebecchese che vive a Londra, mentre ho trovato la mia gonna vintage a cuori (gratis) allo swap store di Torino in cambio di cose che non metto più (tutto su come funziona lo swap store). La borsa rossa vintage, la conoscete già, era della mamma della mia amica Antonella! Indosso la collana meraviglia in cristallo ed argento di Marcella Guasso come braccialetto. Marcella Guasso è una bella marca retrò handmade in Italy (a Torino, casa mia!) che ho scoperto un paio di mesi fa. E per finire, le scarpe sono delle Max Vincent, fatte in Francia, a Roman (il paese della scarpa), vicino a casa dei miei genitori. 

Buona notizia per quelle che cercano online degli articoli come una borsa rossa, una gonna a pieghe o ancora una marca precisa : il sito esaldi è come nuovo, e si può ormai usare come comparatore di prezzi e di negozi, e dà anche gli sconti del momento ! 

Ora tocca a voi: se avete vissuto all’estero, raccontatemi la vostra esperienza! Ho dimenticato qualcosa? 

***
Je vous raconte ça car samedi, à Milan pour une émission télé française sur le style italien (oui oui je vous dirai quand l’émission sort), la rédactrice en chef m’a fait remarquer que je disais « nous » pour parler des Italiennes, tandis que je regardais le style italien d’un point de vue très français. Ou la la, c’est compliqué ! 

Photos prises à Milan dans le parc Sempione où nous avons tourné l’émission. Je porte comme d’habitude des vêtements et accessoires qui ont chacun une petite histoire : avant d’atterrir chez moi, cette blouse Nadinoo à oiseaux appartenait à ma copine Geneviève, illustratrice québécoise vivant à Londres, tandis que j’ai trouvé ma jupe vintage à coeurs (gratis) au swap store de Turin. Le sac rouge vintage, vous le connaissez déjà, c’était celui de la maman de mon amie Antonella ! Le bracelet est handmade in Italy (à Turin, ma ville d’adoption), et c’est en fait un collier (collier merveille, quel joli nom) en cristal et argent de Marcella Guasso, une petite marque rétro qui rencontre un joli succès ces temps-ci. Quant aux chaussures, ce sont des Max Vincent, fabriquées à Roman près de chez mes parents. 

Si vous avez vécu à l’étranger ou que vous êtes issus de deux cultures, racontez-moi votre expérience !




24 commenti:

Sara July 15, 2013 at 10:35 AM  

Ciao! Ho scoperto da poco il tuo blog, ma ho già letto tantissimi post saltando qua e là. Complimenti, mi piace molto!
Anch'io sono torinese d'adozione, se così si può dire... Infatti mi divido tra appunto Torino, dove studio e vivo per parte della settimana, e Asti. Le distanze quindi sono molto più ridotte rispetto al tuo caso ;)
Penso anch'io che non si dovrebbero mettere in competizione due Paesi, ma piuttosto prendere il meglio di entrambi.
PS. Ma un consiglino-ino-ino su come rimodernare una specie di vestito vintage te lo posso chiedere? ^^'

Le FreakS July 15, 2013 at 10:52 AM  

Ho studiato questo "doppio stato" dal punto di vista linguistico e ho trovato molto interessante il fenomeno del bilinguismo e dell'appartenenza linguistica...immagino che per te che la vivi possa essere una fonte di ricchezza interiore...anche io sono contraria ai paragoni aut-aut, meglio prendere il buono da entrambe le culture no? :*

WWW.LEFREAKS.COM

Piperpenny July 15, 2013 at 11:52 AM  

Sono assolutamente d'accordo. Vivo in Germania da sette anni ormai e pur essendo totalmente italiana, di sicuro sono diventata anche un po' tedesca. E non ha nessun senso fare paragoni su quale paese sia meglio, quando si tratta di due paesi così diversi. Io cerco di trarre il meglio dalla cultura di entrambi.

anna July 15, 2013 at 11:55 AM  

che bello questo post!! E tu sei tanto carina con questo outfit mezzo italiano e mezzo francese! ;)

AlmaCattleya July 15, 2013 at 12:31 PM  

io non sono bilingue quindi onestamente non so cosa dire. magari potrei diventarlo però al momento non so cosa dire
sul fatto di esserlo consiglio il film Azur e Asmar.
ecco uno spezzone: http://www.youtube.com/watch?v=6ElgFnLv5JU
(le parti in arabo sono volutamente non sottolineate per far capire la sensazione di estraniamento)

clau July 15, 2013 at 1:20 PM  

Succede anche a me...ma la cosa più buffa è che sogno in " stereofonia" ahahahaha arrivando ad alternare contemporaneamente due lingue...col risultato che a volte ne conio una terza in cui mescolo parole dell ' una e dell' altra e che capisco solo io ( e gli altri Italiani che vivono nel mio paese elettivo ) .... insomma faccio un casino tremendo!

Alessia Lattementa July 15, 2013 at 1:54 PM  

Appartenere a due culture per me è sinonimo di ricchezza, specialmente quando ne tiriamo fuori il meglio da entrambe! :D mi piace come hai mixato le fantasie, non sono così audace ma a te riesce così naturale!!
:D

Maria July 15, 2013 at 2:34 PM  

Che carina questa mise! Adoro la gonna a cuoricini, è stato davvero un gran bel ritrovamento!

friedenlinde July 15, 2013 at 3:04 PM  

Beh, sai che succede la stessa cosa anche a mio fratello ma al contrario! perché è italiano ma vive in Francia :)
Vedo che anche quando parla italiano tiene ormai le labbra come i francesi (a cuoricino, per tutti quei dittonghi ou) e dice e fa cose francesi anche quando è in Italia.. ma rimane di spirito italianissimo anche mentre è in Francia (l'ho visto in azione!). E' bello essere a metà fra due culture, si può prendere il meglio di entrambe - e mangiare bene in tutte e due, come dici te! ;)
Io non ho mai vissuto all'estero però sono bolognese d'adozione, ormai agisco sia come un'Umbra (terra natìa) che come un'Emiliana e sono spesso un po' pesce fuor d'acqua da entrambe le parti, pur essendo sempre in Italia!

Benedetta M. July 15, 2013 at 3:26 PM  

Le persone che fossero (di nascita o appartenenza) legate a due culture diverse mi hanno sempre affascinata. Forse perché più aperte alla condivisione e testimoni di molteplici tradizioni e usanze. E' bellissimo e come tu stessa affermi, perchè scegliere, se si può beneficiare di tante così belle senza la necessità di farlo?

P.S. La tua camicetta è splendida e mi fa impazzire questo tuo nuovo look, lo adoro! ;D

Baci,

Benedetta

flou July 15, 2013 at 3:35 PM  

ah ah, il est compliqué ce "nous"... et encore pire, son cousin "chez moi"... c'est où chez moi? ici à Milan je pense que je serai toujours "la française", "l'étrangère" et en France je n'ai plus le droit de donner mon avis sur rien sous prétexte que "tu n'es plus ici depuis trop longtemps"... etre de plusieurs endroits, je crains que ce ne soit un peu comme etre de nulle part...

Grazie a Te July 15, 2013 at 3:43 PM  

Ciao cara!
Che dire..prima cosa che sei molto carina e hai diversi ricordi vivi addosso. Avere 2 paesi nel cuore è complicato perchè quando tutto va storto da una parte cominci subito a pensare all'altra parte che è molto più bella,molto più semplice...vivere in 2 mondi è prendere un biglietto di solo andata per un posto dove tutte le esperienze sono doppie. Ed è bello. Mi sento una scema quando non riesco a trovare una parola nella mia lingua madre quando parlo con mia famiglia. Ma abbiamo questa bellissima cosa di essere più aperti alle novità e alle altre persone. Un bacino

Sewing Princess July 15, 2013 at 4:43 PM  

Quand on a beaucoup voyagé ou vécu entre deux culture ce sentiment de manque d´appartenance est normal. Plein d'écrivains et chercheurs l´ont décris. Tu devrais lire le roman de Sandra Cisneros The House on Mango Street. Le plus difficile c´est quand tu rentre dans ton pays et tu ne te sens plus à l'aise...c'est mon cas.

Rosaspina Vintage July 15, 2013 at 5:26 PM  

Ahh la camicetta ti sta benissimo!! Evviva i traffici internazionali dei vestiti tra amiche ;D

Manuela July 15, 2013 at 8:35 PM  

Coem ti capisco! Sono italiana ma ho vissuto a lungo a Parigi e adesso sono in Germania, speriamo per rimanere. A volte mi sento parte di ognuno di questi paesi e a volte di nessuno. Qui cerco disperatamente dei buoni macarons e Marie Claire in francese, poi però non vedo l'ora di tornare in patria e mangiare una buona pizza, sognando gli inverni innevati di qui. In testa poi, una grande confusione! A volte mi sorprendo da sola a riflettere su che lingua usi per pensare, per poi constatare che le uso tutte ma per fortuna non contemporaneamente!

Anonymous July 16, 2013 at 10:12 AM  

Sicuramente i luoghi e le persone che ci circondano "creano" tanto del nostro essere.
Ma credo anche che una bella persona, come sembri tu per come comunichi e per come ti poni nei confronti di chi ti legge, sarebbe una bella persona anche se vivesse da sola sulla Luna.
Probabilmente riusciresti a creare un nuovo sistema di comunicazione con i pianeti che ti circondano utilizzando le stelle al posto della tastiera!

cate

L'armadio del delitto July 17, 2013 at 2:47 AM  

@ Sara: benvenuta qui! Mi piace molto Asti, l'ho scoperta diversi anni fa!
Com'è il tuo vestito vintage? Cosa te lo fa sembrare datato? Spesso basta accorciare un po' per rendere più moderno, ma dipende di com'è. Mandami pure una foto, ti dirò cosa ne penso!

@ Le Freaks: il bilinguismo è molto interessante, anche l'evoluzione della gestione delle due lingue con il passare degli anni. Si comincia con confondere le due lingue, cercare una parola anche nella propria lingua, per poi riuscire a separarle del tutto, passando dall'una all'altra senza farsi domande. Non so però quando arriva il biliguismo perfetto, dopo 12 anni passati in Italia non considero di averlo raggiunto del tutto.

@ Pipperpenny: pensavo a te scrivendo il post! Anche vivere in Germania deve essere molto bello!

@ Anna: grazie! Compro quasi tutto online in qualsiasi paese dell'Europa.

@ AlmaCattleya: visto! Come sembra carino!

@ Clau: beh almeno ricordi in che lingue sogni! Io con gli anni ho smesso di miscelare le lingue, invece trovo che certe parole e espressioni vadano meglio in una lingua che nell'altra e ho tendenza ad imporle come neologismi :)

@ Alessia Lattementa: di solito non sono audace per niente per abbinare le fantasie! Questa volta ho osato, chissà se riuscirò a provare con altre stampe!

@ Maria: se ricordo bene, era la gonna della mamma della ragazza che l'ha portata allo swap store! Io l'ho notata subito!

@ Friedenlinde: è molto interessante essere una Francese in Italia e incontrare degli Italiani in Francia! Conosciamo benissimo i due paesi, ma abbiamo dei punti di vista diversi. Gli Italiani in Francia mi fanno notare delle cose buffissime sul mio paese di origine, me lo fanno vedere con uno sguardo nuovo.
Ma anche essere di un'altra città è interessante. Pensa che i miei sono dell'estremo nord della Francia e che sono nata e cresciuta sugli Alpi. Pura nordica non sono, ma ho un carattere molto più nordico che Alpino!

L'armadio del delitto July 17, 2013 at 2:49 AM  

@ Benedetta: sull'argomento della doppia cultura, pensavo al caso del signore del delitto, che pur essendo un Italiano in Italia, è ormai quasi Francese come me! A casa parliamo pure quasi solo italiano, ma si trasmettono tante cose senza farlo apposto, semplicemente essendo noi stessi.

@ Flou: ah oui le fameux "chez moi"! A ce propos, je trouve qu'il est plus facile de ne plus etre étranger dans une ville que dans un pays. Je resterai toujours "l'étrangère" pour les Italiens (entre autres parce que mon accent me trahit pas mal), mais à Turin, je commence à devenir Turinoise. Sinon ils ne sont pas très gentils tes amis français qui ne te demandent pas ton avis, ce coup-là on ne me l'a pas encore fait!

@ Grazie a te: verissimo, con la distanza si ha tendenza a idealizzare o a diabolizzare certi aspetti dei paesi a seconda delle circonstanze.
Mi piace molto quello che hai scritto "vivere in 2 mondi è prendere un biglietto di solo andata per un posto dove tutte le esperienze sono doppie".

@ Sewing Princess: merci du conseil, je vais le commander!
Tu es dans le Piémont toi aussi, n'est-ce pas? C'est triste de ne plus se sentir chez soi dans son propre pays. Je ne sais pas depuis combien de temps tu es expatriée et quelles sont les raisons de ce malaise, mais en général on passe par plein de phases, le rapport à son pays d'origine évolue avec le temps, pas toujours de manière très logique.

@ Rosaspina Vintage: grazie!!! Sì sì sono molto brava nel traffico internazionale di vestiti fra amiche :)

@ Manuela: he he cercare disperatamente i prodotti di un paese in un altro è tipico delle espatriate e ha un'importanza molto più grande di ciò che gli altri immaginano. Io mi sono sentita all'estero fino al giorno in cui ho scoperto dove comprare del pane francese!

@ Cate: ooh come sei gentile! E' facile sentirsi a casa in Italia, sono stata accolta davvero bene.
Sono cresciuta in una città che non era la mia, in una famiglia multietnica, piuttosto originale e molto allegra, penso che abbia "creato" molto quella che sono. E a questo proposito, viva il mio fratellino che si è laureato proprio oggi!

Giò July 18, 2013 at 12:47 AM  

Stai bene con i capelli lunghi, e anche con il rossetto, che è un tono ciliegia ma molto delicato, carino...
xoxo

Giulia Vettore July 18, 2013 at 11:08 AM  

Concordo su tutto, tranne, nel mio caso, sul mangiare meglio :D le frites, lo stoemp e la carbonnade flamande stancano presto!

Noto che anche il mio ragazzo, sebbene lui giochi in casa, sia ogni giorno un po' più italiano.

Mi sento tanto Bruxelloise che Padovana!

Ma forse la verità é che siamo semplicemente cittadini d'Europa...

Giulia

Serena Reggiani July 20, 2013 at 4:19 AM  

Ogni cultura ha i suoi lati positivi e negativi e vivere a cavallo fra due culture è un privilegio, ma anche una responsabilità, perché non dovrebbe esserci un confronto in termini di quale sia la "migliore", ma eliminare le cose spiacevoli di entrambe e tenere solo i lati positivi. Invece si rischia sempre di cadere in "nazionalismi" che non fanno bene a nessuno. Certo è che un paese nel quale vivi non è solo cultura intesa nel senso più alto del termine, ma anche confronto giornaliero con le difficoltà quotidiane: treni in ritardo e sporchi, tasse esorbitanti, incapacità della classe politica di governarci, insostenibili tagli ad istruzione e sanità... potrei continuare per pagine. Non conosco la situazione francese, ma già nel 2003, nel quartiere latino, vidi decine di clochard... insomma, finché vivi fra due culture sei ancora fortunata, magari un po' confusa, ma fortunata, vivere fra due nazioni è il vero punto critico, perché lì non si può dire prendi solo il meglio, in quel caso, nella vita di tutti i giorni, prendi il peggio e magari a volte sogni di vivere altrove, in un posto più giusto e civile.

sisters go bananas July 20, 2013 at 4:00 PM  

che bel blog :) da inserire assolutamente tra i preferiti

Ady July 28, 2013 at 9:44 PM  

...penso solo Cecile, che tu sia fortunata, due culture di rendono diversa, speciale...buone vacanze baci ady
ubiquechic.com

Gabriella July 29, 2013 at 1:02 AM  

voici mon experience personnelle

http://laliseuse.over-blog.com/archive/2013-06/

qui illustre parfaitement votre ressenti aussi

a presto Gabriella

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